Intervista

Hope Music Group

per

TEMPI DURI

Febbraio 2004

1. HOPE MUSIC GROUP da poco hanno realizzato il mini cd intitolato “Tre”come ci si sente dopo aver realizzato un progetto come questo ?

Siamo contenti e consapevoli di aver raggiunto un traguardo importante. La fase di grande impegno qual è stata la lavorazione al disco non ci ha lasciato stanchi, anzi ci fa sentire carichi e pieni di voglia di farlo ascoltare a più gente possibile.
La soddisfazione per la realizzazione del disco è davvero tanta, resa ancora più grande dalla possibilità di poterla condividere fra noi tre (Tony Nevoso, Lara Molino e Francesco Sportelli) e i nostri produttori Marco Brusati e Mauro Labellarte con cui stiamo già pianificando il nuovo tour che ci porterà in giro in tutta Italia, ma anche all'estero, dove abbiamo già notato con grande piacere che la nostra musica è accolta sempre con grande entusiasmo.
La speranza è quella di poter continuare per questa via per arrivare non importa dove… l'importante è camminare. Non ci sentiamo arrivati, questo è solo l'inizio, anche se cominciando da “TRE” ci si sente avvantaggiati…!


2. Ormai è passato qualche anno dalla Giornata mondiale della gioventù che si è tenuta a Roma cosa è rimasto a voi come gruppo di quell'esperienza?

Giornate come quella ti segnano per tutta la vita, non solo perché canti davanti a due milioni di persone, ma perché hai la possibilità di comunicare due milioni di volte tutta l'energia che hai dentro mentre canti i grandi valori in cui credi. È lì che siamo cresciuti ancora di più come gruppo, anche perché eravamo immersi in un contesto altamente professionale ed eravamo onorati e orgogliosi di farne parte.
Quanti giovani cantanti (ma non solo giovani) avrebbero desiderato essere al nostro posto, non osiamo immaginarlo..! E poi ci piace ancora ricordare l'emozione nei nostri occhi, un ricordo che si trasforma in energia ogni volta che la mente ci avvicina ai momenti vissuti vicino al nostro “grande nonno” Giovanni Paolo II e a quei giovani distesi a formare un infinito tappeto verde-speranza su cui camminare con i piedi scalzi della nostra fede.
Sicuramente ce ne saranno altre di giornate speciali nella nostra storia, ma quelle di Roma restano uniche.


3. Le vostre canzoni sono prettamente canzoni religiose oppure affrontate anche altri argomenti che guardano che so al sociale per esempio?

Le nostre canzoni prendono tutte spunto dalla nostra vita di tutti i giorni che è fatta di musica, fede, amicizia, famiglia, lavoro. Insomma tutto ciò che reagisce con la nostra sensibilità. Parlare di canzoni religiose è veramente riduttivo. Affrontiamo argomenti anche molto delicati come la disabilità, la fame nel mondo che non possono e non devono lasciarci indifferenti.
Certo molta gente sente il bisogno di “etichettare” le cose e, in particolare, le canzoni in cui si imbatte per poterle più facilmente catalogare, giudicare e successivamente scegliere se farle proprie o scartarle, ma questo spesso nasconde grandi pregiudizi.
Ed è proprio qui che nasce la nostra scommessa. Cantare noi stessi senza filtri augurandoci che la gente si riconosca nelle nostre canzoni a prescindere dalla storia di ciascuno, nel segno di una vera e sincera comunione emozionale.


4. Come ho accennato in sede di recensione quello che secondo risalta nelle orecchie più di tutto è la produzione del disco veramente esaltante e brillante come capita di rado ormai in questo tipo di mercato ,qual è stata l'entità d'impegno sia a livello pratico che emotivo ?

Questo cd è davvero il frutto di tutte le nostre esperienze vissute in questi anni: a partire dalla Hope Music School, scuola di formazione artistica e umana nata da un'illuminata idea della Pastorale Giovanile, per arrivare alle centinaia e centinaia di chilometri su e giù per l'Italia e attraverso i cieli con alle spalle i nostri due angeli custodi di sempre, Marco Brusati e Mauro Labellarte, rispettivamente direttore di produzione e direttore artistico, che con non salgono fisicamente sul palco con noi, ma che da anni sono impegnati nelle produzioni di eventi importanti che ci hanno visti coinvolti (il già citato incontra-giovani di Tovergata 2000, lo spettacolo ITALYANI™ di fronte a circa 25 mila italo-canadesi a Toronto oppure JUBILMUSIC che ha come sede fissa il mitico Teatro Ariston di San Remo).
Grazie alla Hope Music School, presso la quale ci siamo diplomati, siamo venuti a contatto con i professionisti del settore che in un primo momento abbiamo incontrato solo come docenti. Successivamente, grazie anche alla lungimiranza della nostra casa di produzione, la Omnibus, questi rapporti si sono evoluti in modo sempre più professionale fino a diventare quella collaborazione artistica che dà il sapore al disco che hai tra le mani.
Il “Sound” accattivante lo si deve in particolare all'arrangiatore delle nostre canzoni: Massimo Varini, chitarrista di Nek, Antonacci, Mina, ecc., ma anche uno dei più validi e sensibili musicisti italiani. Un ringraziamento particolare va anche a Valter Sacripanti (batteria) e Andrea Rosatelli (basso).Durante la registrazione del disco eravamo emozionati, carichi di adrenalina. E' stata un'esperienza affascinante che non vediamo l'ora di ripetere al più presto.
La gente sta dimostrando di apprezzare molto le nostre canzoni, ci fanno i complimenti per le nostre voci, per i testi, gli arrangiamenti.
Che dire? Noi in questo disco ci crediamo!!


5. Una scena musicale come quella cristiana qual è secondo il giusto approccio alle cose che Dio ci mette a disposizione?

Affidarci continuamente. Lo facciamo in ogni nostro concerto. E per darci forza a vicenda nella speranza, prima di salire sul palco, recitiamo abbracciati insieme un'Ave Maria. Non c'è scaramanzia, solo tanta voglia di essere uniti sotto lo stesso segno.
Riconoscere i doni che Dio continua a darci e ringraziarlo da un palco cantando semplicemente la nostra vita è una delle nostre preghiere più belle. Siamo consapevoli di avere ricevuto un bel “Lego” e sta a noi, ora, costruirci qualcosa di bello per noi e per gli altri.


6. È interessante la copertina che avete realizzato per il disco che ovviamente si presta alle più disparate interpretazioni potete dirci qual è il significato di tale scelta?

Come giustamente affermi, la copertina si presta alle interpretazioni più personali. Tre graffi, per noi, rappresentano la voglia determinata di comunicare, i segni indelebili delle nostre esperienze lasciati sulle nostre anime dalla vita, ma anche il bisogno di non svelare tutto, dando la possibilità all'ascoltatore di “sbirciare” col proprio cuore in quella piccola scatola e trovarci la sorpresa di un'emozione sempre nuova.
E poi “TRE” è un numero che ci rappresenta davvero bene, non credi?


7. Diciamo che l'unico aspetto “Negativo” del disco è il fatto che sia forse un po' cortino , in pratica mi succede spesso che arrivato al termine dell'ascolto si rimanga con un po' amaro in bocca e si ha di nuovo voglia di ricominciare qual è la ragione per cui ci sono così poche canzoni all'interno di TRE ?

La risposta migliore è forse proprio nella tua domanda. Il fatto che si abbia voglia di ricominciare ad ascoltarlo è uno dei motivi che ci ha spinto a non inflazionare troppo il nostro messaggio. Noi non cantiamo per riempire i silenzi, ma ci piace dosare la nostra comunicazione anche nel pieno rispetto dell'ascoltatore lasciandogli il tempo di riflettere sui testi, sulle musiche, sulle atmosfere e, se vorrà, sulla scelta di rinnovarci la fiducia nel prossimo disco.


8. Come saranno organizzati i vostri prossimi concerti? Vi chiedo questo perché ho letto che siete soliti esibirvi con delle basi ma forse non è meglio proprio per la dimensione live suonare con una band vera e propria?

La versatilità è sempre stata la nostra caratteristica e in questa ottica stiamo mettendo a punto un doppio progetto per i concerti: uno vedrà la collaborazione di una band dal vivo con cui già stiamo provando e l'altro progetto prevede l'accompagnamento tradizionale su basi anche e soprattutto per venire incontro agli organizzatori che non sempre hanno la possibilità economica di uno spettacolo live, ma hanno comunque voglia di incontrarci.


9. Avete già in cantiere dei brani nuovi ?

La scelta dei brani del cd “TRE” è stata molto dura e ha lasciato fuori molto del nostro materiale che, in una successiva fase produttiva, sicuramente proporremo. Ma il disco ci ha dato anche nuovi spunti per nuove canzoni che stiamo già, ognuno per sé, mettendo nero su bianco in attesa di confrontarci come sempre in amicizia e professionalità per dar forma ancora una volta ai nostri sogni. Tra noi c'è un continuo confronto, non solo musicale. Stiamo crescendo insieme artisticamente, ma soprattutto umanamente.
La nostra voglia di fare musica è una fornace perennemente accesa il cui fuoco è alimentato dalla mano di Dio e dal nostro entusiasmo.


10. Qual è un tema a cui tenete in modo particolare di cui vorreste parlare in un disco ?

Ci stanno a cuore in modo particolare l'autenticità dei valori e la serenità del vivere. Cose che nascono dalla presa di coscienza dei limiti di ciascuno di noi e dalla speranza certa di potersi migliorare nel rapporto con se stessi e con gli altri senza l'affanno tipico di questi tempi.


11. Bene siamo giunti al termine del nostro spazio cosa volete dire ai nostri visitatori ?

Se siete arrivati a leggere questo punto dell'intervista non ci rimane che conoscerci per scambiarci, nella musica di un nostro concerto, un abbraccio affettuoso che sa di Vita.