Intervista

Hope Music Group

per

MONDO VOC

Gennaio 2004

1. Com'è iniziata la vostra avventura nel mondo della musica?

E' accaduto tutto in seguito alla lavorazione del primo disco Hope Music Compilation (1997) dove è avvenuto il primo incontro tra me (Francesco) e Tony. In quella fase ha preso corpo anche l'idea di quella che sarebbe diventata di lì a poco la Hope Music School, nata per iniziativa del Servizio Nazionale della Pastorale Giovanile da una felice intuizione di Mons. Domenico Segalini, dove, pochi mesi dopo, abbiamo incontrato Lara... ed è stata subito musica! Ognuno di noi aveva questa grande voglia di vivere esperienze e trasmettere emozioni aggrappati ad una corda di chitarra che ci dondolava come su di un trapezio sul vuoto della libertà.


2. A cosa state lavorando attualmente?

In questo periodo ci stiamo occupando molto della promozione del nostro nuovo disco “Hope Music Group - TRE”. Questo lavoro è il frutto di tutte le esperienze maturate in anni di musica in giro per l'Italia e non solo. Stiamo scrivendo lo spettacolo per il tour con cui porteremo la nostra musica in nuovi luoghi e, magari, anche in quelli dove abbiamo già cantato, perché la nostra voglia di raccontarci a vecchi e nuovi amici non si esaurisce mai


3. Come nascono le vostre canzoni?

Siamo d'accordo tutti e tre: noi non viviamo le nostre canzoni, cantiamo la nostra VITA! Parte tutto da lì, dai nostri viaggi, dal nostro lavoro quotidiano, dall'amore, ma anche dai sacrifici che facciamo per mantenere in equilibrio tutti questi doni che Dio ci ha voluto fare. Ognuno di noi tre ha una sensibilità diversa dagli altri e quindi un modo molto personale di scrivere canzoni ciò nonostante riusciamo a fonderci bene, ma senza confonderci. Ognuno di noi tre quando è ad intimo contatto con il suo io più profondo tira fuori delle cose che poi propone al resto del gruppo che analizza, suggerisce, approva, plaude. Alcune volte però il risultato di ogni singolo è qualcosa di molto personale che riguarda il suo proprio mondo, in questo caso si sceglie liberamente di continuare da soli a raccontare se stessi. Da ciò scaturisce che alcuni pezzi vengono eseguiti in tre ed alcuni altri singolarmente offrendo uno spettacolo dinamico.


4. Quale preferite (e perché)?

Francesco: parlando di quelle presenti in questo disco, direi VIA LIBERA perché mi coinvolge personalmente come interprete e perché tratta il tema della disabilità con quella punta di freschezza che fa di una canzone impegnata un motivo fischiettabile. E poi ANIMANA', dove il tema del perdono nasce da una ricerca e voglia interiore di resettare l'anima e di sorridere alla ritrovata Verità.

Lara: Non ce n'è una in particolare…dipende dai momenti e dagli stati d'animo..Comunque mi piace molto cantare una mia canzone che si intitola “Qualcuno da incontrare”. Ci sono degli arpeggi finger-picking ed è bellissimo suonarli con la mia chitarra, ma quello che più conta è che è una canzone molto positiva, che parla dell'amicizia, anche quella con Dio, che è sicuramente “Qualcuno da incontrare”…

Tony: Le canzoni che preferisco ascoltare da altri artisti sono canzoni che hanno una forte personalità e che riescono a coniugare musica bella a testi di valore. Il testo deve essere come un album di fotografie da sfogliare e la musica una bella colonna sonora che accompagna la storia che viene fuori dalle immagini evocate dal testo, tutto in un mix di dolcezza e forza.


5. Che cos'è la musica per voi?

Francesco: è un collante tra ciò che si ha e ciò che si è, l'espressione di quella parte di noi che vuole comunicare nonostante il mondo non abbia sempre voglia di ascoltare.

Lara: La musica è l'arte che più mi fa sentire viva! Non riesco a immaginare le mie giornate senza musica.

Tony: La musica è una cosa molto misteriosa che accade dentro di noi; è un altro linguaggio che la natura ci ha messo a disposizione per raccontare la vita eccezionale (la vita è eccezionale per tutti) di ragazzi normali.


6. Qual è stata la maggiore difficoltà che avete incontrato (per entrare nel mondo della musica) ?

Vincere la diffidenza di chi, date le nostre esperienze artistiche trascorse, ci considerava poco più di un gruppo parrocchiale, ignorando la professionalità e l'impegno che c'è dietro ogni singola canzone, ogni singola scelta, impegno degno delle più grandi produzioni discografiche. Questo cammino sta facendo di noi dei professionisti anche grazie al nostro staff di Produzione nelle persone di Marco Brusati e Mauro Labellarte, tra l'altro già autori dell'”Emmanuel”. Una grande passione va coltivata nonostante bisogni lottare per conquistare spazi , anzi la nostra voglia di confrontarsi e di farsi ascoltare è cresciuta proprio per questo motivo!


7. Come vivete questo momento
(di successo e notorietà)?

Con i piedi per terra e la testa tra le nuvole! E' un po' come essere uno Yo-Yo che rimbalza tra il cielo e la terra. Comunque siamo molto sereni perché nel lavoro che abbiamo fatto abbiamo dato il massimo. Certo quando qualcuno ti riconosce per strada o ti fa un complimento, ti fa sicuramente piacere, ma non ti cambia la vita o, meglio: guai a farsela cambiare. Il bello di quando canti in un posto poi in un altro ancora, sta nel fatto che puoi conoscere tanti luoghi e tanta altra gente con la consapevolezza che tutto ciò te lo sei meritato. Abbiamo seminato musica, speriamo di raccogliere consensi e critiche costruttive.


8. Qual è la “forza” del vostro gruppo?

Siamo tre amici che mettono insieme le loro singole storie raccontandosele per poi donarle al pubblico. E poi ogni volta che saliamo sul palco abbiamo voglia di divertirci e solo così riusciamo a divertire anche chi ci ascolta.


9. Cos'è che non vi piace e che vorreste cambiare (in generale nel mondo che vi circonda)?

L'arroganza e la prepotenza (e spesso l'incompetenza) di alcuni canali mediatici, che, con la loro “ragion di marketing” rendono sempre più difficile il lavoro degli educatori, delle guide spirituali e di chi, come noi, cerca spazi per sponsorizzare con la musica i valori della vita, della non violenza e di un radicale rifiuto a tutte le guerre.


10. Come vedete il futuro (del mondo) ?

Il nostro sentimento di Speranza ci fa sbilanciare verso un mondo più tollerante con le diversità, capendo che rappresentano una risorsa e non una minaccia. Le guerre e la povertà sono una minaccia costante per il futuro del nostro mondo. Solo fermando le guerre ci sarà molta speranza, altrimenti i figli della guerra faranno ancora le guerre, unico linguaggio da loro conosciuto.


11. La vostra religiosità… quanto conta Dio nella vostra vita?

Francesco : A parte l'inesauribile gratitudine di cui gode da parte mia, Dio mi aiuta a tirare fuori il meglio del meglio di me in qualunque circostanza. L'ho sperimentato troppe volte per non credere a semplici coincidenze.

Lara : Sono cattolica praticante. Dio lo sento come vero e unico amico e padre. E' colui che non mi abbandona mai anche se sbaglio.

Tony : Non so spiegare quello che provo, ma pensare a Dio, raccogliersi in preghiera, sapere che qualcuno ci dà secondo giustizia mi commuove di gioia. Pensare a Dio, a Gesù e alla Madonna mi consola, mi da' serenità. Se dici “SI” sei sicuro che nulla ti potrà far del male…in una mia canzone dico: “Non c'è fallimento se porti Dio dentro”.


12. Dio come lo immaginate?

Francesco : Come un esperto liutaio. A lui creare gli strumenti, a noi usarli.

Lara: Non riesco ad immaginarlo, o meglio, lo immagino in mille modi diversi. A volte lo vedo negli occhi della gente che incontro.

Tony: Io, Dio, non lo immagino, lo vedo in tutte le cose che vivo: in una sofferenza, in una morte, in una giornata di sole, in un panorama da togliere il fiato, in un incontro, in un concerto, in un “DO” di petto.


13. Che cosa significa credere per voi?

Francesco: Significa soprattutto affidarsi. Mettere un foglio bianco tra se stessi e il cielo e ricalcare il disegno che Dio ha già tracciato su di noi.

Lara: Credere è una forza in più.Anche quando ti senti perso, riesci sempre a rialzarti perché ti senti davvero unico e amato.

Tony: Vivere ogni istante col pensiero di Dio, in ogni momento riposarsi in Lui, offrire a Dio tutte le cose e la certezza che da Lui vengono tutte le cose.


14. La maggiore soddisfazione?

Quando in Polonia, alla presentazione di ANIMANA', la gente in piazza cantava l'inciso a squarciagola anche dopo la fine della canzone. E tutto dopo il primo ascolto a 7 gradi sotto zero. Certo tutto questo non sarebbe niente per noi se non potessimo condividerlo ogni volta con Lui. Sarebbe una gioia che non riscalda, e ogni difficoltà, senza pensare che ci sia anche Lui a sopportarla insieme a te, è una tristezza che gela.


15. Avete avuto l'onore di cantare davanti al Santo Padre nella grande veglia di Tor Vergata . Cosa pensate di questo Papa?

Per noi è già santo. E' l'uomo della pace che per noi giovani ha fatto molto, un grande Nonno dell'umanità con tutti i suoi nipotini intorno. La Sua opera pastorale ha ridato armonia a tutto il mondo riconciliando i nemici di un tempo anche se l'uomo, purtroppo, è sempre pronto a rovinare tutto.


16. Vi sentite persone realizzate?

Francesco: Guai ad esserlo pienamente. E' il percorso che mi rende vivo. Certo le mie piccole grandi mete le ho raggiunte e da queste attingo nuove energie per andare avanti. Per esempio, ultimamente sono riuscito con molti sacrifici a laurearmi in ingegneria, ma non riesco a riposarmi, neanche adesso che ne avrei diritto, perché voglio ripartire subito e mettermi in gioco sul fronte professionale in modo da trovare la mia Strada continuando a vivere per la mia Musica.

Lara: Ho da realizzare ancora tante cose, ho tanti progetti per la mia vita. Devo crescere, vivere, conoscere, amare, scrivere, comporre. Tra molti anni, forse…chissà…mi sentirò una persona realizzata.

Tony: L'inquietudine e l'insoddisfazione sono mie inseparabili compagne di vita… faccio del mio meglio e con Cristo tutto è più facile.


17. Che cos'è la felicità per voi?

Emozionarci mentre emozioniamo. Apprezzare la vita di tutti i giorni . La felicità è un momento di grazia che non ha una grande durata, ma che viene spesso.


18. Progetti?

Alcuni sono top secret! Nel senso che, fortunatamente, c'è molta acqua che bolle in pentola e la pentola della nostra casa di produzione, la Omnibus, è sempre sul fuoco. Di sicuro siamo pronti per la lunga tournèe che faccia conoscere ancora meglio alla gente Tony, Francesco e Lara. Questo lo faremo fare nella maniera più immediata che conosciamo, cioè cantando le nostre canzoni e soprattutto quelle del nostro nuovo disco.


19. Il vostro motto?

Non abbiamo un motto…abbiamo qualcosa di più importante: prima di ogni concerto recitiamo abbracciati insieme l'Ave Maria.


20. Che libri avete sul vostro comodino?

Per tutti e tre il Vangelo con le pieghette agli angolini della pagina, qualche fumetto per restare bambini dentro e Lara, la più romantica, “ Favole al telefono” di Gianni Rodari.


21. I giovani di oggi di che cosa hanno bisogno?

Di essere ascoltati, anche quando dicono di non voler parlare. Di concretezza, verità, onestà e d i credere in qualcosa di molto forte e la nostra responsabilità è quella di darne autentica testimonianza.


22. Avete un messaggio per loro?

Francesco: Vivete e per darvi una mano sorridete!

Lara: Non scoraggiatevi mai!!!

Tony: Sì! C'è qualcuno che ha un messaggio per me?


23. Dedicate una canzone del vostro repertorio ai lettori della nostra rivista.

Francesco : ANIMANA' , perché vi dia sempre la forza di leggervi dentro.

Tony: Piccoli fiori d'Africa: perché mi emoziona.

Lara: Ai lettori vorrei dedicare un concerto intero. Ma se proprio devo scegliere, scelgo la canzone “Il mio angolo di cielo” che è contenuta nel nostro CD “Tre”. Questa canzone perché è piena di energia e parla della mia città, della mia vita. Spero che qualche lettore-ascoltatore ci si riconosca un po'.. Io ve la dedico con tutto il cuore!