Intervista Francesco per VOCE DEL POPOLO quindicinale tarantino Settembre 2004 |
Si può conoscere Francesco Sportelli nelle dediche degli amici che affollano il suo sito. Come nasce la scelta di fare il musicista? “Scrivo testi dall'età di quindici anni. Più che una scelta di cantare, la mia è un'esigenza di comunicare. Sono stato semplicemente fortunato: nel '96 ho partecipato al concorso della Hope Music, musica di valore con valori. Da finalista, ho inciso la canzone “Tutto il cielo dentro un uomo solo” arrangiata insieme ad Aldo Fedele, tastierista di Dalla e che ho presentato l'anno successivo, in occasione del 23° Congresso eucaristico nazionale, alla presenza del Papa. Quindi la tua musica è un incontro con la fede. “L'ambiente in cui sono cresciuto ha fatto sì che i valori della vita coincidessero con quelli ecclesiali. In alcuni casi in veste di solista, in altri con gli “Hope Music” (Lara Molino e Tony Nevoso), sono stato presente nei più importanti eventi della Chiesa, come il concerto nel '99 a Santiago de Compostela in occasione del giubileo spagnolo, il Capodanno del 2000 a S. Pietro, alla presenza del Papa, sullo stesso palco di Claudio Baglioni. Ad agosto eri nuovamente a Santiago e soltanto qualche giorno fa ti sei esibito a Loreto . “In entrambi i casi si trattava ancora una volta di manifestazioni religiose. A Loreto sono salito sullo stesso palco di Antonella Ruggiero o Alex Britti. Emozionante, come con Baglioni: sono quelle collaborazioni artistiche che durano un attimo”. Da due anni hai lasciato Taranto e vivi ad Avezzano. “Si, sto lavorando come ingegnere. Qui in Abruzzo ho Ale, la mia ragazza, e gli altri del gruppo che vivono tra Pescara e Chieti. Come vive un ventinovenne da solo? “Ci si abitua. Tra l'altro, avendo studiato nella mia città non ho fatto l'esperienza del fuorisede: ogni tanto qualche piatto si rompe”. Le tue canzoni sono autobiografiche? “Da piccolo cantavo l'amore adolescenziale. Crescendo cambia la sensibilità e si affrontano i temi sociali. Sono molto legato al testo di "Na Na Na", dove canto “Francesco lo sa, il mondo è fatto a metà: c'è chi sta male e sta zitto e poi c'è chi fa Na Na Na”. Artisti di riferimento? “Ligabue, Antonacci e Bon Jovi. Sicuramente Gatto Panceri ha ispirato i testi delle canzoni. E'stato il mio insegante alla Hope Music School, dove mi sono diplomato tre anni fa e spesso faccio da supporter ai suoi concerti”. Altre collaborazioni? “Spesso apriamo i concerti di Lisa o Paolo Vallesi”. Contemporaneamente hai studiato musica e ti sei laureato in ingegneria, ma il tempo libero? “Non c'è: ultimamente mi divido tra lo studio di ingegnere e quello di registrazione”. Ti senti più ingegnere o cantante? “Diciamo che devo ancora capirlo. Sicuramente dopo anni di sacrifici all'Università, dovevo a me stesso quanto meno il tentativo di cimentarmi con progetti e lavori di ristrutturazione”. Prossimi appuntamenti? “Un concerto-incontro con i giovani che mi porterà giorno 19 a Monteodorisio, in provincia di Chieti. |