Impressioni da Varsavia
Polonia - 12 Ottobre 2003
in occasione del concerto a Teatro Reale di Varsavia
per il XXV anniversario di pontificato
di Papa Giovanni Paolo II

Ogni volta che la mia musica mi porta così lontano da casa, in un paese di usanze e cultura diverse dalle mie, capisco l'importanza del linguaggio di una canzone, della forza comunicativa di una strofa o di un semplice inciso che hanno permesso alla mia voglia di cantare di staccare un biglietto aereo per l'estero.
E ringrazio Dio per questo.
Anche in Polonia è stato così.
Ho avvertito negli occhi della gente per strada, nei pub, sotto il palco, non la solita voglia di divertirsi, ma più ancora la voglia di "farsi divertire" da un concerto o da una manifestazione. Nell'aria c'era sete di confronto, di scambio di abitudini e di messaggi dell'anima.
Sarà per l' "Hope Music Way", attenzione all'altro e alla sua storia, sarà per il grande consenso ricevuto per la mia musica, ma il tutto, per me e per ogni mio amico-spettatore, ha trovato la sua giusta dimensione artistica e umana proprio nelle pause tra una canzone e l'altra, dove la mente ancora insegue quello che il cuore ha già capito anche in un'altra lingua, anche con un semplice sorriso.


 

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