Anche questo è Hope Music...
Sanremo - Novembre 1999
in occasione del mio primo JUBILMUSIC


1. Intro

 

“… Signore e Signori… per la prima volta qui sul palco del teatro Ariston di Sanremo… i ragazzi del gruppo Hope Music …”

Quello che troverete nelle prossime righe è “semplicemente” la storia, la musica, le emozioni provate da un gruppo di ragazzi che hanno tentato (pare con successo) di dare il meglio di loro in un'avventura che li ha visti insieme per dare voce e vento alla bandiera di Hope Music .

Ora… qualcuno di voi potrebbe dirmi: sì vabbè, ma a me che me ne…

…Certo… forse avete ragione, ma prima del vostro giudizio, concedetevi di aspettare l'ultima pagina di questa bella storia e forse alcuni di voi, alla fine, si riconosceranno nelle parole, nei gesti e nelle situazioni di chi, come me ed insieme a me, adesso può dire “C'ero anch'io”…

… e magari potrete dirlo anche voi!


2. Il viaggio

 

Il treno che attraversava l'Italia, da Taranto fino a Sanremo, ritmava i miei pensieri già abbastanza frenetici.

Partire per un viaggio così lungo per una destinazione così importante ti fa venire voglia di raccontare a tutti quello che ti sta capitando.

Ma come si fa quando il tuo scompartimento è vuoto?!?

Nell'attesa di incontrare la prossima vittima dei miei racconti musicali, decido, allora, di prendere la mia chitarra, che come la coperta di Linus non mi abbandona mai, e mi metto a suonare per il pubblico più silenzioso che abbia mai incontrato!

Accordo dopo accordo, stazione dopo stazione, ad un tratto al ritmo della mia “sei corde” si aggiunge anche quello, abbastanza fuori tempo, di chi bussa alle pareti della mia cabina perché vuole dormire!?!

Eh, sì ragazzi!… Sognando Suonando, non mi sono accorto che le lancette dell'orologio si erano rincorse fino a raggiungersi.

E così, a malincuore, chiedendo scusa con un filo di voce che nessuno ha sentito, rimetto nel fodero la chitarra e, salutando col pensiero la mia famiglia e la mia ragazza che per l'ennesima volta avevo “abbandonato” a casa, tento di dormire consapevole che “Domani è un altro giorno”… il mio giorno!


3. L'arrivo

 

Quando vai in un luogo che ti è stato sempre presentato dalla televisione come un altro pianeta, ti aspetti che anche i portacenere della stazione debbano essere rivestiti in oro.

La stazione di Sanremo, invece, è molto più piccola di quella della mia città e questo, dopo un'iniziale plausibile delusione, ha contribuito ad umanizzare quel “regno dei fiori” in cui più mi addentravo, meno mi sentivo estraneo.

Come al solito mi stavo lasciando prendere dai miei voli emozionali e stavo dimenticando gli altri miei compagni di avventura.

Ve li presento:

Mauro Labellarte (Responsabile del management di Hope Music , nonché nostro primo fan)

Anna Labellarte (Moglie di Mauro – “Dietro un grande uomo c'è sempre una grande donna!”)

Tony Nevoso (Cantautore di Pescara – Allievo Hope Music - “Mr. Saggezza & Simpatia”)

Simona Paolella (Cantautrice di Ancona – Allieva Hope Music – “L'unica femminuccia cantante, la più coccolata)

Emanuele Bocci (Cantautore di Grosseto – Allievo Hope Music – “Il bello del gruppo”)

Il corpo di ballo  “Hope Music Dance”:

( Dorina Bedini, Federica Di Luigi,

Debora Torresi, Federica Alessandri – “Grazie per averci coperto le spalle”)

Francesco Sportelli (Cantautore di Taranto – Allievo Hope Music – “…Che sarei io!”)

Bene, dopo esserci stretti la mano, proseguiamo insieme.

Dicevamo… l'arrivo a Sanremo mi ha un po' spiazzato, ma appena ci siamo incontrati tutti all'uscita della stazione, mi sono sentito subito a casa (… Anche questo è Hope Music …) e allora via ai “Come stai?”, “Che storia!”, “Grazie per essere venuto…” e tutte quelle frasi che, in circostanze come queste senti che realmente ti escono di bocca, senza by-passare il cuore.

Ora non ci restava che prendere possesso del nostro “quartier generale”, una stupenda villa, con tanto di parquet a terra, gestita dalle tenerissime (e in quei giorni pazientissime) Suore Immacolatine di Sanremo.

A dire la verità non è la prima volta che dalla Hope Music veniamo trattati veramente con i guanti, ma di questo, se vorrete, potrete rendervene conto contattando voi stessi l'associazione Hope cliccando  i link di questo racconto.

Ma di questo parleremo anche più avanti…


4. Tutti all'Ariston

 

Dopo una velocissima cena, mandata giù insieme alle prime, importanti istruzioni di Mauro, facciamo rotta verso il “mitico” Teatro Ariston.

E qui la prima, grande, “shakerata” al cuore.

Vi ho già parlato del potere televisivo che, ai nostri occhi, amplifica tutto ciò che vuol far apparire a tutti i costi;

Ebbene, l'ingresso all'Ariston non ha fatto eccezione alla regola: è molto più piccolo di come l'ho sempre immaginato.

M a sarà stata l'atmosfera o la proiezione del mio film mentale che ha ripercorso in un attimo tutti i “Sanremo” e i suoi ospiti internazionali consumati davanti alla TV, che i miei occhi hanno cominciato ad assorbire come spugne tutto ciò che capitava a tiro, fosse anche l'addetto alle pulizie che avevo scambiato per il microfonista!

Trascorsi dunque i primi momenti di ambientazione, mi ero già calato totalmente nel “microclima” di quel luogo.

Se vi va, provo a descrivervi (in pochissime parole, naturalmente) come è fatto l'Ariston;

Innanzi tutto partiamo dalle “tane” dei cantanti, ovvero i camerini;

sono disposti su ben quattro piani, (senza ascensore!) e da ogni camerino, prima di andare in scena, esce fuori di tutto: scale musicali, scale un po' meno musicali, urlacci di riscaldamento accompagnati magari da una bella chitarra scordata… insomma tutto ciò che serve per prepararsi a quei fatidici quattro minuti di palco è concentrato in quattro piani di adrenalina.

Poi c'è il sottopalco, che, personalmente, è il luogo che preferisco.

Per tutta la superficie del palco, esattamente al piano sottostante, si sviluppa una stanza in cui c'è una televisione dove va in onda tutto ciò che avviene al di sopra e che scandisce, cantante dopo cantante, ogni momento della manifestazione sino al tuo turno.

Potremmo definirla una sorta di “fossa dei leoni”.

Del palco vi parlerò tra breve; intanto, dopo questo breve giro turistico (o meglio di ricognizione), si torna tutti in albergo per riposare nell'attesa di ritornare l'indomani pomeriggio per le prove “on stage”. 


5. Il palco

 

Dopo una notte di sonno prevedibilmente intermittente si fa una veloce colazione e poi si inizia col provare qualche movimento coreografico per comunicare meglio la canzone. Tutto ciò mentre le ragazze “four-Hope” del balletto si cimentano nelle già studiate movenze che copriranno le spalle a noi cantanti;

e non vi nascondo che è stato piacevole stare a guardarle!

Dopo pranzo di nuovo rotta verso l'Ariston. Qui ci si muove solo se hai il “pass” e da questo momento tutto è cronometrato.

Vediamo sfilare uno ad uno i vari cantanti che si alternano per le prove e finalmente arriva il nostro turno.

Dall'entrata laterale veniamo chiamati dall'assistente di scena, veniamo microfonati e posizionati a favore di telecamera, poi veniamo lasciati a noi stessi forti solo della base che è già partita (e, ovviamente, sicuri dello sguardo vigile di Mauro).

Si prova un paio di volte e mezza perché si hanno a disposizione solo venti, rigorosissimi minuti.

Poi si aspetta la sera. 


6. Il pubblico

 

Il tempo vola al ritmo della nostra frenesia tra una barzelletta anti-stress e un'altra gomma da masticare e si arriva così all'inizio dello spettacolo.

Sigla iniziale… presentazione della serata… ringraziamenti d'obbligo… e si parte con la prima canzone.

La “fossa dei leoni” e già tutta piena e fumosa ed altri stanno arrivando dai camerini.

Ora, non dovete pensare ad un luogo dove regna la competizione o il protagonismo, anzi, data l'emozione di tutti, tra molti dei presenti si è subito creato un clima di allegra complicità (… Anche questo è Hope Music …) per fare un po' di coraggio a chi già cominciava a pensare a fatica!

Poi il presentatore annuncia il blocco di canzoni in cui c'è anche la nostra: è ora di andare.

Saliamo le ennesime scale e ci troviamo al lato del palco stranamente “diverso” da quello del pomeriggio (o forse lo è solo sembrato alla nostra mente).

Ecco… adesso si sta esibendo il cantante che ci precede in scaletta e ormai tra di noi volano gli “in bocca al lupo” e i “mi raccomando” e tra questi c'è anche una piccola grande frase che Mauro ci dice sempre: “divertitevi… con professionalità, ma divertitevi…” .

… E il divertimento era appena cominciato!

Parte la base e un attimo prima di cantare, non so per quale misterioso, ma magico motivo, nel faro che ho di fronte mi appare l'immagine di una vecchia foto della mia ragazza (con la quale, tra l'altro, avevo appena finito di parlare al telefono delle mie paure e delle mie emozioni) e questo mi ha dato una marcia in più che si è tradotta in una forte comunicazione che evidentemente il pubblico in sala ha avvertito…

…Ragazzi, se vi capiterà, registratevi mentalmente l'applauso dell'Ariston perché è davvero travolgente!


7. Arrivederci alla prossima

 

        Se siete arrivati a questo punto del racconto e ancora vi state chiedendo che cosa avrà voluto dirvi mai questo pazzo sognatore, vi ringrazio della pazienza e vi chiedo soltanto di rileggere almeno una volta il tutto ripetendovi mentalmente: “la prossima volta ci potrei essere anch'io”.

E se rileggendo queste righe vi verrà la voglia di cantare al mondo le emozioni che avete dentro oppure scoprirete semplicemente che dentro di voi c'è qualche emozione da raccontare, allora vuol dire che la mia “missione” è compiuta e non mi resta che darvi appuntamento alla

Hope Music


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